Distinta base e ciclo di lavorazione sono i due dati tecnici che, insieme ai costi orari di manodopera e macchinari, permettono di calcolare quanto costa davvero produrre un articolo, ossia il costo reale del prodotto. Senza questi dati, qualsiasi decisione su prezzo, margine o pianificazione della produzione si basa su stime, non su numeri.
In sintesi
- Il ciclo di lavorazione trasforma tempi, macchinari e persone impiegate in un costo di lavorazione per articolo.
- La distinta base è la “ricetta tecnica” del prodotto: da cosa è composto e in quali quantità.
- Nella distinta base vanno accumulati anche sfridi e scarti, spesso ignorati nei calcoli approssimativi.
- Il costo finale di prodotto alimenta prezzi, listini, margini e valorizzazione del magazzino.
- Prodotti che sembrano simili possono avere costi molto diversi: solo con questi dati la differenza tra articoli emerge nei numeri.
Cosa contiene il ciclo di lavorazione
Il ciclo di lavorazione raccoglie, per ogni fase di produzione di un articolo:
- Il macchinario e il tipo di manodopera necessari
- I tempi di attrezzaggio e la dimensione del lotto di fabbricazione
- Il tempo di fabbricazione, sia macchina sia manodopera
- L’eventuale costo di lavorazione esterna (conto lavoro)
- La percentuale di scarto prevista
Incrociando questi dati tecnici con i costi orari di macchina e manodopera (calcolati nei moduli dedicati) si ottiene il costo di lavorazione di ogni fase, e sommando le fasi il costo di lavorazione complessivo dell’articolo.
Cosa contiene la distinta base
La distinta base raggruppa tutto ciò che compone fisicamente un prodotto, in quantità e relativo costo:
Accumulato direttamente:
- Materie prime e materiali accessori
- Semilavorati prodotti internamente in fasi precedenti
- Costi di stampi, matrici e attrezzature specifiche del prodotto
- Spese di ricerca e sviluppo attribuite al prodotto
- Sfridi (materiale che si perde nella lavorazione, non recuperabile) e scarti (materiale prodotto ma non conforme)
Accumulato indirettamente:
- Costi di lavorazione (macchina, manodopera, spese di reparto) calcolati nel ciclo di lavorazione
- Costo delle lavorazioni esterne
Perché sfridi e scarti non sono un dettaglio
Sfrido e scarto sono concetti diversi ma entrambi impattano il costo reale: lo sfrido è materiale che si perde fisicamente nella lavorazione (ad esempio il ritaglio inevitabile nella posa di componenti su un foglio d’acciaio), mentre lo scarto è prodotto realizzato ma non conforme, da buttare. Ignorarli nella distinta base significa sottostimare sistematicamente il costo reale di produzione — un errore che si somma su ogni singolo pezzo prodotto.
A cosa servono, in pratica, questi costi
- Confrontare i costi con i prezzi della concorrenza (tenendo conto che spesso mancano i costi della “fabbrica invisibile” — uffici e struttura)
- Valutare la redditività reale per cliente e per articolo
- Valorizzare correttamente le rimanenze di magazzino
- Individuare dove si concentrano i costi più elevati (materiali, lavorazioni, attrezzature) per ogni prodotto, ed eventualmente decidere di reindustrializzare un articolo o un processo
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Domande frequenti
Distinta base sbagliata: che conseguenze ha?
Distinte base imprecise generano movimenti di magazzino errati (errato valore delle rimanenze) e, a cascata, costi di prodotto sbagliati — con il rischio di vendere sotto costo senza saperlo.
Serve rifare la distinta base per ogni piccola variante di prodotto?
In generale sì, se la variante comporta materiali, tempi o cicli diversi: è proprio confrontando distinte base simili che si scopre come prodotti apparentemente uguali abbiano costi differenti.
Questi dati servono solo per il costo di prodotto?
No: alimentano anche la programmazione di acquisti e produzione, il bilanciamento delle linee produttive e le decisioni di prezzo minimo di vendita.
