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Il costo orario di un dipendente non è lo stipendio lordo diviso le ore di calendario: è il costo totale annuo (retribuzione, contributi, TFR) diviso le ore effettivamente lavorabili, al netto di ferie, festività, permessi e assenze concesse dal CCNL, assenteismo, infortuni. Sbagliare questo numero significa sbagliare a monte tutti i costi di prodotto che ne derivano.

In sintesi

  • Il calcolo parte dal calendario ore annuo del dipendente, non dalle ore contrattuali teoriche.
  • Vanno sottratte festività, ferie, ROL, permessi per Legge 104 e Donatori Sangue, matrimonio, maternità, assenze sindacali e altre voci previste dal CCNL applicato, più l’assenteismo stimato (malattie e infortuni).
  • Al costo vanno sommati maggiorazione turnista, costo festività domenicali, costo carico Azienda di malattia e infortunio, premi di risultato, welfare, 13ª, eventuale 14ª, TFR, contributi INPS e INAIL a carico azienda.
  • Il risultato è un costo orario previsto utilizzabile per calcolare il costo dei prodotti tramite i cicli di lavorazione.
  • Un modello costruito su oltre 100 contratti di lavoro diversi arriva a un’accuratezza dichiarata del 99,7%.

Perché le ore “di calendario” ingannano

Un anno ha circa 2.000 ore lavorative teoriche per un full-time. Ma un dipendente non lavora mai tutte quelle ore: festività nazionali e patronali, ferie, permessi ROL, Legge 104, donazioni di sangue, assemblee sindacali, malattia, infortunio, maternità riducono sensibilmente le ore effettivamente disponibili. In molte aziende manifatturiere le ore realmente lavorate scendono di molto rispetto al calendario teorico. Se questo scostamento non viene calcolato correttamente, ogni stima di costo del prodotto costruita su quelle ore sarà sbagliata nella stessa proporzione. E le ore pagate e non lavorate incidono il 20-25% sulle ore lavorabili, facendo sì, che in molti CCNL Industria, un’ora di straordinario costi meno di un’ora di lavoro normale.

Le voci da considerare nel calcolo

Riduzioni dal calendario:

  • Festività religiose, civili e soppresse
  • Ferie previste da contratto in base all’anzianità di servizio
  • Permessi ROL, Legge 104, Donazione Sangue
  • Assemblee sindacali, ore da rappresentante sindacale, permessi per formazione
  • Permessi per matrimonio e altre assenze concesse dal CCNL
  • Assenteismo per malattia ed infortunio “ad personam”

Componenti di costo da aggiungere alla retribuzione base:

  • aumenti retributivi del CCNL e “ad personam”, maggiorazione costo per turnista
  • Tredicesima e, se previste dal CCNL, altre mensilità aggiuntive
  • TFR di competenza (rivalutazione TFR anno precedente e quota annua TFR)
  • Costo a carico Azienda delle ore di maternità (facoltativa), malattia, infortunio
  • Contributi INPS a carico Azienda
  • Contributi INAIL a carico Azienda
  • Eventuale welfare e previdenza integrativa

 

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Dal costo orario al costo di prodotto

Una volta calcolato il costo orario per dipendente (o per gruppo omogeneo di dipendenti, ad esempio per reparto), questo numero diventa l’input per il modulo successivo: il ciclo di lavorazione, che moltiplica il tempo di lavorazione di ogni articolo per il costo orario della manodopera coinvolta, ottenendo così il costo reale di produzione.

Approfondimento: Distinta base e ciclo di lavorazione: il costo reale del prodotto.

Domande frequenti

Basta un costo orario medio aziendale, o serve calcolarlo per singolo dipendente?

Di solito un costo medio per reparto può bastare, ma per decisioni di prezzo e marginalità su singoli prodotti più approfondite serve un dato più granulare, almeno per gruppo omogeneo (stesso CCNL, stesso livello, stesso reparto).

Il calcolo cambia molto tra un CCNL e l’altro?

Sì, in modo significativo: numero di festività, ROL, permessi e trattamento economico variano molto tra i diversi contratti collettivi, motivo per cui un calcolo “a occhio” tende a sbagliare proprio su queste voci.

Con quale frequenza va aggiornato il calcolo?

Una volta l’anno, in occasione del ricalcolo del budget, e ogni volta che cambia il CCNL applicato o ci sono variazioni significative di organico.